• S.Pellegrino

Sbaglia bus torna a casa dopo 25 anni

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Sbagliare autobus può costare caro e costringere il malcapitato  a un esilio forzato di ben 25 anni, al vagabondaggio e anche all’arresto.

Jaeyaena Beurraheng oggi 76enne, venticinque anni fa era andata a trovare degli amici in Malaysia.

La donna fa parte di una minoranza musulmana dell’estremo sud della Thailandia e che non parla il thailandese, dettaglio fondamentale da tener presente.

Dopo aver salutato tutti, era salita sull’autobus che pensava, senza poter leggere la destinazione essendo analfabeta, la dovesse riportare a casa, nella provincia di Narathiwat.

Il destino era stato inclemente, e la signora, all’epoca cinquantenne, si era ritrovata a Bangkok, 1200 chilometri a nord del suo paese.

Accortasi dell’errore, era salita su un altro autobus, di nuovo senza poter leggere la destinazione né chiedere informazioni a qualcuno perché nessuno, nel nord della Thailandia, capisce il malese e si era ritrovata più lontana da casa, a Chiang Mai: aveva percorso altri 700 chilometri in direzione nord.

Invece di dirigersi a sud, la signora si era diretta sempre più verso settentrione. N

Per cinque anni aveva vissuto come una vagabonda, mendicando poi  la sorte si fosse accanita contro di lei, era stata  arrestata e condotta in un centro di accoglienza per senzatetto.

Un giorno, indecisa se fossero quelle vocine che ogni tanto i malati di mente credono di sentire, o la realtà, Jaeyaena ha l’impressione che qualcuno stia parlando il suo idioma.

“Solo nel momento in cui i tre ragazzi l’hanno incontrata e lei ha cominciato a parlare, hanno capito che la donna non era muta.

La sfortuna di Jaeyaena Beurraheng, l’origine della sua assurda odissea, è stata quella di abitare in una delle tre regioni del sud del paese, annesse alla Thailandia un secolo fa, e che nonostante l’annessione, hanno mantenuto la loro peculiarità culturale.

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