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Sesso a 3: Madre e figlia con il cane…

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Casalmaggiore – Un caso più unico che raro, ma anche una barbarie ai danni di un cane domestico: la denuncia per maltrattamento di animale è arrivata a causa delle violenze perpetrate da una 66enne e da sua figlia di 45 anni. Ci ha pensato l’AIDAA, l’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente, a denunciare la madre per violazione dell’art. 544 del codice penale, che dichiara il reato penale per: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale, ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche”. Ciò non sarebbe possibile in Danimarca a causa di una particolare legge che ha permesso e regolarizzato questo genere di episodi.
Ritornando all’accaduto, le testimonianze riportate dai volontari dell’Associazione, infatti, sono state supportate dalle foto incriminanti: le due donne sono state colte in flagrante, proprio durante l’ennesimo rapporto con l’animale, ridotto nelle condizioni che potete notare dalla foto di sopra. La pena, secondo la legge, consta di una multa fino a 15.000 euro, ma c’è anche il rischio di reclusione fino a 1 anno. Questa storia, peraltro, ha del raccapricciante, proprio poiché madre e figlia avevano avuto insieme un rapporto a tre con l’animale domestico: se la sevizia dell’animale in sé può far pensare a dei disturbi mentali nell’individuo, il coinvolgimento di un consanguineo, addirittura la figlia, aggrava lo stato delle cose. Il fenomeno, infatti, è definito “Zooerastia” e comprende l’avere rapporti sessuali con animali non umani, ma non costituisce di per sé un vero e proprio reato e, di fatto, non è contemplata nel codice penale, ma in casi come quello odierno si tratta di veri e propri stupri. Addirittura, riportiamo la notizia di un bordello danese, che proprio in questi giorni ha concesso ai propri clienti la pratica sessuale con animali ed il governo non ha interferito con questa scelta.

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